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Brenno assedia Roma

31 Mag 2018 | Blog

Non per saccheggiarla, come si legge spesso sui libri di storia, bensì per vendicare l’onore offeso dei Senoni, la sua tribù.

Tutto inizia nel 390 a.C. quando i Senoni, giunti in Etruria dall’attuale Romagna, assediano la ricca città etrusca di Chiusi per ottenere terra coltivabile, che lì abbonda. I Romani giungono in aiuto dei Chiusini e durante le trattative, un legato romano uccide un comandante gallo.
Abbandonato il progetto d’assedio, i Senoni inviano un’ambasciata al Senato romano chiedendo che venga consegnato loro l’assassino, ma il Senato rifiuta e gli ambasciatori gallici vengono coperti di ridicolo.

Qui, il prestigio e l’onore della tribù prevalgono sull’idea di conquista di nuove terre e dopo due assemblee degli anziani, la fatidica marcia su Roma ha inizio.
L’assedio dei Senoni, capeggiato da Brenno, dura sette mesi e Roma riacquista la libertà pagando un ingente riscatto in oro.

brennoBusto di Brenno al Musée National de la Marine di Parigi

Celebre, ma storicamente non provata, la frase che Tito Livio attribuisce al capo senone.
Gettando la spada sul piatto della bilancia su cui si sta pesando l’oro, Brenno esclama: “Vae victis!”, guai ai vinti. Questa e altre leggende sono state poi tramandate per generazioni fra i Romani, insieme al terrore per le invasioni da parte di altre tribù celtiche (il cosiddetto metus gallicus) e al desiderio di vendetta, che si compie pienamente quando Giulio Cesare assoggetta la Gallia, da Cesare stesso descritta nel De Bello Gallico.

ma che cosa significa “brenno”?

I Romani, sentendo pronunciare quel termine dai Senoni quando si rivolgevano al loro capo, pensarono che fosse il suo nome. Tuttavia Brenno (Brennus in latino) non è un nome proprio di persona, ma più probabilmente un titolo onorifico il cui significato sarebbe “capo, condottiero”, o “coraggioso, intenso”. Da questo titolo deriva la parola brittonica Brenin, che significa Re.
Secondo una leggenda inglese, il Brenno che conquistò Roma fu poi il fondatore della città di Bristol.

Vi fu un altro esercito di Celti guidato dal Brenno che guidò il sacco di Delfi, in Grecia (279 a.C.).
L’anno dopo essi attraversarono il Bosforo e penetrarono in Asia Minore, dando origine a un ramo dei Galati. Ancora, nel 69 d.C. un Brinno, “uomo di indubbio coraggio e di nobili origini” (suo padre aveva combattutto l’imperatore romano Caligola) guidù una rivolta antiromana in Batavia, alla foce del Reno.
Scrive Tacito:
“Il suo stesso nome, nome di una famiglia di ribelli, lo rese molto popolare. Sollevato su uno scudo, posto in equilibrio sulle spalle dei portantini, fu nominato generale”.

La scena ricorda in pieno il modo in cui viene trasportato Abraracourcix, il capo gallico del villaggio di Asterix.

brennoChissà se l’elmo di Asterix e quello delle sigarette Gauloises si sono ispirati a questa scultura di Brenno?
Il busto proviene da un museo navale francese ed è esposto al National Maritime Museum di Sydney in Australia: opera di un artista sconosciuto del XVIII-XIX, l’elmo alato è un’immagine romantica tipica del revival celtico ottocentesco.

ma che cosa c’entra Asterix con i Celti?

Il celebre fumetto francese illustra le avventure di un villaggio di Galli in Armorica, l’attuale Bretagna, durante la conquista della Gallia da parte delle legioni di Giulio Cesare. Nel fumetto sono messe ironicamente in risalto il carattere un po’ folle dei Galli e le tipiche figure della società celtica: il re, il druido, il bardo, i guerrieri, gli artigiani, le donne celtiche.

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