Che cos’è l’Arbustum Gallicum?

19 Apr 2018 | Blog

È un particolare metodo di coltivare la vite dove i vitigni vengono sostenuti da alberi vivi; fra i più diffusi, l’olmo e il pioppo. I popoli greci e latini coltivavano la vite, ma si ritiene che i Galli abbiano acquisito dagli Etruschi della valle padana la particolare tecnica di “maritare” la vite a un sostegno vivo.

Questa coltivazione divenne caratteristica dei Galli Cisalpini, mentre i Transalpini inizialmente conoscevano solo la birra e il sidro. Quando i Latini, giunti in Val Padana, videro per la prima volta questo metodo di coltivazione, lo chiamarono, appunto, Arbustum Gallicum.

Va detto che nel I secolo a.C. la vite era coltivata in gran parte dell’Europa meridionale. La maggior parte dei vigneti citati da Strabone e da Plinio si trovavano in località costiere o vicine al corso di grandi fiumi, questo per facilitare il trasporto del vino. In Gallia Transalpina la viticoltura si diffuse proprio in zone attorno a grandi fiumi (Senna, Loira, Garonna, Rodano, Mosella) e di grandi vie di comunicazione; nella Cisalpina era assai diffusa intorno al Po e sul suo Delta, ma anche in zone alpine come la Valtellina dove, fin dai tempi più antichi, generazioni di contadni hanno trasformato la montagna creando dei terrazzamenti unici al mondo.

arbustum gallicum

Da un’antica stampa, metodo di coltivazione della vite ad “Arbustum Gallicum”.

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