:: Perchè il Bundan? ::

Perché questa festa? Molte persone ci hanno chiesto che senso ha organizzare una rievocazione storica del periodo celtico nell’area del delta padano. Questo perché pochi sanno che i Celti furono fra i primi e più importanti abitatori delle nostre terre che i romani chiamarono “Gallia Cisalpina” e le cui genti si definivano Galliche fino al tardo medioevo. Per diverse ragioni questa pagina cruciale del popolamento e dello sviluppo del territorio di Bondeno e della intera area padana è stata praticamente rimossa, ridotta a qualche nozione generica e riduttiva che non rende l’importanza di un periodo durato diversi secoli, durante i quali si è formata la nostra lingua ferrarese, la nostra cultura e le nostre tradizioni. Per contro, al tombale silenzio della storiografia ufficiale, che ha mortificato la conoscenza del cestismo cisalpino, ha fatto da contraltare una colossale speculazione da parte di sette religiose caserecce, movimenti new age, pseudomaghi, storici dalle idee confuse e ciarlatani assortiti, che hanno mistificato la cultura e le tradizioni celtiche per fini propri associadoli al nazismo,alla massoneria, all’ordine templare, ai più svariati riti esoterici e così via. E’ da queste premesse che nasce l’Associazione culturale “Teuta Lingones”, determinata a restituire un’immagine storicamente corretta del popolo celtico e a dimostrare come queste antiche ma ancora forti radici , affondando nell’esperienza imperiale romana e nell’ humus della cristianità medioevale, abbiano generato attraverso oltre venti secoli di storia un popolo unico, cerniera tra il mondo mediterraneo, l’Europa continentale e il mondo slavo, autentica sintesi della civiltà europea e per questo degno della massima considerazione e di grande rispetto.



:: L’alimentazione: perché la Sagra del Cinghiale al Bundan? ::

Al Bundan Celtic Festival 2006 la ristorazione sarà curata dalla Sagra del Cinghiale di Ponterodoni e ci permette di essere l’unica festa celtica in Italia a vantarci di un menù quasi esclusivamente a base di cinghiale, animale sacro ai Celti. Il cinghiale era l’incarnazione degli archetipi virili solari a causa del suo furore e della sua frenesia sessuale. La femmina del cinghiale, la scrofa “semilanuta”, era un simbolo femminile lunare che appare in alcune leggende per indicare il luogo migliore dove fondare nuove città ( ciò che accade per Milano). L’alimentazione dei Celti era piuttosto variegata però l’elemento tipico era la carne del cinghiale affumicata o salata o conservata in salamoia e il cui consumo aveva spesso una funzione rituale infatti il cinghiale era il simbolo del Dio Lugh e rappresentava la casta sacerdotale. Si consumavano anche carne di manzo, latte e latticini (soprattutto formaggi freschi a differenza del mondo mediterraneo dove si producevano formaggi forti e piccanti), zuppe di farro e legumi, pani e minestre d’orzo, pesci, ortaggi e frutta coltivati, erbe selvatiche e cacciagione. Il frutto per eccellenza era la mela, facilmente conservabile e il piatto più diffuso era la zuppa, preparata cocendo in un calderone il brodo ottenuto con gli scarti della carne e con il lardo dei maiali insaporito con erbe, cavoli, rape piccola selvaggina e carne secca. I Celti erano soliti bere birra rossa chiamata “cervogia” e vino puro (irrisi dai Romani che invece lo bevevano scaldato, annacquato e speziato).

il Fuoco del BUNDAN..