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Quei santi Celti!

24 Gen 2019Blog

icon-d-40x40I SANTI CELTI

Sebbene nessuno di loro possa essere considerato un vero e proprio celto, è innegabile che i patroni delle nazioni celtiche abbiano conservato qualcosa degli Antichi anche nella loro cristianità. Abbiamo già accennato alla Festa di San Patrizio, ma non è finita qui!

san patrizio

 

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San Patrizio è probabilmente il santo celtico più noto, nonché patrono d’Irlanda.
San Patrizio nasce tra  il 385 e il 392 d.C. con il nome di Maewyin Succat in un luogo storicamente non accreditato, ma che tuttavia si ritiene essere l’attuale città di Carlisle, nel Nord Ovest dell’Inghilterra.

Il giovane Maewyin è fin da subito molto sfortunato: viene infatti rapito dagli uomini di re Niall e venduto come schiavo agli irlandesi, da cui imparò la lingua gaelica e la mitologia celtica.
È durante questi anni che in lui matura la conversione al Cristianesimo, una scelta che lo porterà a diventare diacono e a vedersi affidare dal Papa il difficile compito di convertire l’Irlanda pagana.

Il Cristianesimo che grazie a San Patrizio si diffuse in Irlanda era profondamente legato alla cultura celtica (si parla infatti di Cristianesimo celtico).

Le leggende su San Patrizio

Una delle leggende più note su San Patrizio è certamente quella che della cacciata dei serpenti dall’Irlanda. Secondo la storia, il santo avrebbe trascorso 40 giorni sulla cima di Croagh Patrick e avrebbe gettato una campana nella Baia di Clew, scacciando serpenti e impurità e dando origine alle isole che la contraddistinguono.
Sebbene in realtà esistano prove storiche che attestano che l’Irlanda fosse priva di serpenti due secoli prima dell’arrivo di San Patrizio, tutt’oggi quel monte è meta di molto pellegrini.

Un’altra leggenda particolarmente nota e amata è quella del famoso pozzo di San Patrizio, un pozzo senza fondo dal quale si aprivano le porte dell’Inferno.
Il pozzo venne indicato da Cristo a San Patrizio, in modo che potesse mostrare ai fedeli più increduli le pene per i loro peccati.

Altre leggende lo vedono legato al ciclo di fioritura del biancospino. Durante un viaggio piuttosto misero in Francia, San Patrizio appese il proprio mantello a un albero di biancospino per farlo asciugare e, nonostante fosse pieno inverno, la pianta si ricoprì di fiori. Ecco per quale motivo il biancospino fiorirebbe in inverno.

La maggior parte degli storici è certa che San Patrizio sia morto il 17 marzo 461 nella contea di Down, in Irlanda del Nord.

Viene festeggiato il 17 marzo ed è il patrono dell’Irlanda e degli ingegneri.

santa brigida d’irlanda

 

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Santa Brigida di Kildare, insieme a San Patrizio, è considerata l’evangelizzatrice d’Irlanda. Il suo nome è tipicamente celtico: Brigida era infatti la dea pagana del fuoco.

Nacque nella contea di Louth, in Irlanda, ed era figlia di una donna che era stata battezzata da San Patrizio (secondo la leggenda, era di origini portoghese ed era stata rapita dai pirati irlandesi).
Fu proprio la predicazione di San Patrizio a spingere Brigida verso il Cristianesimo, a soli sei anni, e nonostante l’opposizione del padre (un capo pagano), decise di intraprendere la vita religiosa.
È famosa per il suo cuore generoso e per il suo animo caritatevole, che la portava a donare quasi tutto ciò che poteva in elemosina – una predisposizione che fece infuriare il padre al punto da preferirla in monastero, piuttosto che in casa.

Fondò moltissimi monasteri, ma il più famoso è sicuramente quello di Kildare, di cui divenne badessa.
Secondo la leggenda, durante la benedizione l’ormai anziano vescovo Mel lesse per errore il rito d’ordinazione a vescovo e, in quanto sacramento, non poteva più essere annullato.

In Irlanda, dove è molto venerata, è conosciuta come la “Maria dei Gaelici”.

Una delle leggende più interessanti che la riguardano è il miracolo della birra: proprio come Gesù durante le nozze di Cana, Brigida fu in grado di spillare da un solo barile abbastanza birra per diciotto chiese, e i commensali ne ebbero a volontà dal Giovedì Santo alla fine della Pasqua.

Viene festeggiato il 1 febbraio ed è la patrona d’Irlanda, dei bambini e dei figli non riconosciuti, dei fabbri, delle ostetriche, dei viaggiatori, dei poeti e di diversi altri lavori legati al mondo agricolo.

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Sant’Andrea è uno dei più noti santi del Cattolicesimo, nonché uno dei dodici apostoli di Gesù e fratello di Pietro.

Andrea subì il martirio della crocefissione ma, proprio come il fratello prima di lui, fece richiesta di non essere crocefisso su una croce latina come Gesù poiché riteneva di non meritare tale onore. Venne quidi crocefisso sulla croce decussata (a forma di X), e da quel momento venne chiamata Croce di Sant’Andrea.

Sant’Andrea e la Scozia

Per quale motivo Sant’Andrea, che non risulta essere mai stato in Scozia, è diventato il suo patrono più importante, al punto che la stessa bandiera raffigura proprio la croce del suo martirio?

Secondo le fonti, la Scozia ha adottato Sant’Andrea come patrono nel Medioevo. Le relique del Santo – sempre seguendo la leggenda – erano state spostate dalla Grecia fino a Kinrymont, in Scozia, da San Regolo, scampato da un naufragio al largo della costa orientale.
La chiesa di Kinrymont divenne la cattedrale di Sant’Andrea, importante meta di pellegrinaggio cristiano.

La gloriosa leggenda racconta che Angus MacFergus, re scozzese, ebbe una visione della croce di Sant’Andrea, stagliata bianca sul cielo azzurro, poco prima di una fondamentale battaglia contro i sassoni, che sembravano ormai aver vinto la guerra.
Furono invece gli scozzesi a vincere e da quel giorno la croce di Sant’Andrea (bianca su sfondo azzurro, come la visione di MacFergus) è la bandiera della Scozia.

Viene festeggiato il 30 novembre ed è il patrono della Scozia e dei pescatori.

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San Columba di Iona è uno dei più importanti monaci irlandesi ad aver portato il Cristianesimo in Scozia durante l’Alto Medievo.

Columba (in gaelico Colum Cille, “colomba della Chiesa”) era pronipote da parte di padre di Niall dei Nove Ostaggi, proprio quel sovrano irlandese che secondo la leggenda avrebbe rapito San Patrizio da ragazzo.

Secondo la tradizione, durante un soggiorno di studio Columba copiò di nascosto e senza autorizzazione un salterio, ma venne scoperto da san Finnian di Moville (e non senza sorpresa, perché pare che Columba potesse scrivere al buio grazie alla luce sprigionate dalle sue mani!).
La contesa fu appianata dal re Diarmuid, che ordinò a Columba di restituire il manoscritto copiato… e questo torto non venne mai dimenticato!

Il permaloso Columba si vendicò muovendo i suoi parenti a guerra contro re Diarmuid, quando questi fece condannare a morte uno dei suoi seguaci: la Battaglia del Libro terminò con oltre 3000 caduti fra le fila di re Diarmuid, e sono uno in quelle di Columba.

Columba dovette scontare una penitenza per il disastro che aveva scatenato, così si imbarcò per la Scozia, dove iniziò la sua opera di conversione.
Come San Patrizio prima di lui, anche Columba era molto legato agli Antichi. Una delle sue espressione più conosciute, difatti, recita:
“Il mio Druido è Cristo, il figlio di Dio”.

Viene festeggiato il 9 giugno ed è il patrono della Scozia e dell’Irlanda.

SAN COLOMBANO

 

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San Colombano nacque tra il 540 e il 543 a Navan, nell’Irlanda centro-orientale. Secondo la leggenda la madre, durante l’attesa della sua nascita, avrebbe visto un sole uscire dal proprio seno, come simbolo dell’arrivo di una grande luce nel mondo.

All’età di quindici anni, Colombano (in gaelico Colum Bàn, colomba bianca) si imbatte in una pellegrina cristiana: questo evento rivelatore avrà un grande impatto su di lui, che deciderà di farsi monaco nonostante l’opposizione dell’intero clan.

Si narra che la madre, nel momento della sua partenza, si sia gettata sul pavimento in preda al dolore per convincere il figlio a desistere dal suo viaggio verso l’Europa. Colombano rispose con un verso del Vangelo:
“Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me”.

Sembra tuttavia che questo brusco distacco con la famiglia abbia lasciato profonde ferite nell’animo del monaco: ogni volta in cui poteva dirsi in un posto da chiamare “casa”, San Colombano si faceva nuovamente vincere dalla passione missionaria e ripartiva per i suoi viaggi.

Dopo aver a lungo girato per l’Europa, fondò il suo ultimo monastero a Bobbio, in provincia di Piacenza, dove morì nel 615 e dove tuttora è conservata la sua salma.

Viene festeggiato il 23 novembre ed è il patrono dei motociclisti.

SAN davide di menevia

 

San Davide di Menevia, o San Dewi del Galles, è il patrono del Galles. Le leggende attorno alla sua nascita sono incerte, ma la tradizione lo vuole figlio di Santa Non (in inglese Santa Nonna), frutto di una violenza subita da un principe britannico e, come se non bastasse, Dewi sarebbe nato su una scogliera nel pieno di una burrascosa tempesta.

Divenne famoso come insegnante e predicatore cristiano in un periodo in cui il paganesimo era ancora largamente diffuso in Gran Bretagna.

Il più noto dei miracoli attributi a San Davide è quello della collina: durante un’orazione in pubblico, la folla si lamentava di non essere in grado di sentirlo; improvvisamente la terra sotto i piedi del santo tremò e si alzò a formare un piccolo pendio dal quale il santo potè terminare il proprio lavoro.

Secondo la leggenda, San Davide è vissuto più di un secolo e sarebbe morto attorno al 590: nel momento della morte, il monastero si sarebbe riempito di angeli.

Viene festeggiato il 1 marzo ed è il patrono del Galles, dei vegetariani e dei poeti.

SAN piran

 

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San Piran è il patrono della Cornovaglia, ma si suppone sia di origini irlandesi.

San Piran è un vero e proprio miracolato. Si narra, infatti, che i pagani irlandesi lo legarono a un macigno e lo scagliarono nel mare in tempesta… ma il santo iniziò a galleggiare, salvandosi la vita.

Viene festeggiato il 5 marzo ed è il patrono della Cornovaglia e dei minatori di stagno.

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